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Guardatevi intorno.

Osservate le persone nella vostra vita.Guardate i cambiamenti in voi stessi.

Il mondo non è forse un po’ cambiato rispetto a com’era giusto pochi anni, pochi mesi, o addirittura poche settimane fa? Tutto sembra andare così velocemente che è difficile stare al passo. Qualcosa sta sicuramente accadendo nel mondo, qualcosa di misterioso ed inspiegabile. Potreste anche esserne spaventati a morte. Vedete disastri atmosferici, devastazioni ecologiche, la violenza nella società, il ridicolo nei mass-media.

Siete anche consapevoli che c’è più di uno sparuto numero di convincenti profeti che hanno profetizzato un certa apocalisse per questo periodo, e continuano a farlo.

E quando le grandi catastrofi non arrivano in un determinato momento, allora le spostano semplicemente un po’ più avanti. E più previsioni richiedete loro, più disperati vi sentite, dato che non c’è nessuna pentola d’oro alla fine del loro “arcobaleno”.

Così, per conservare un po’ di sanità mentale, ignorate e screditate spontaneamente quello che vi viene detto, continuando a pianificare il futuro come se niente stesse per accadere. È veramente l’unico modo per andare avanti nella vita quotidiana?


David Wilcock




venerdì 23 maggio 2008

Ma potrebbe essere fuori già tra 4 anni...

La procura ha già chiesto
l'indulto, poi sfrutterà
i benefici per le madri con i figli

ALBERTO GAINO

TORINO

Annamaria Franzoni potrebbe lasciare il carcere per scontare il resto della pena ai domiciliari, entro il 2012, massimo nei primi mesi dell’anno successivo. Il giorno dopo il suo arresto, il primo interrogativo è diventato: quanto rimarrà in carcere? Se lo pongono in tanti tranne la diretta interessata. Annamaria, rinchiusa in una cella a Bologna, non vuole assolutamente affrontare l’argomento. L’ordinamento penitenziario può venirle in aiuto. I benefici previsti per i detenuti modello sono più d’uno, ma per le madri che abbiano figli di età inferiore ai 10 anni, il «47 quinquies», prevede la trasformazione della detenzione in carcere in domiciliare.
Significa che Annamaria potrà tornare a casa grazie al fatto che il suo terzogenito, nato nel 2003, avrà 9 anni quando lei avrà scontato un terzo della pena. Questi i calcoli: il sostituto procuratore generale di Torino, Vittorio Corsi, ieri ha applicato in via provvisoria l’indulto previsto dalla legge. Dovrà essere una sezione di Corte d’appello a ratificare formalmente la disposizione. Fanno 3 anni in meno di carcere. Ma ai 16 anni di condanna, ridotti in questo modo a 13, vanno ancora sottratti i 18 giorni trascorsi in carcere a Torino, nel 2002, da Annamaria in custodia cautelare. Si parte da 12 anni, 11 mesi e 12 giorni. E ad ogni semestre, verificata la «buona condotta inframuraria» della detenuta, la pena si riduce di 45 giorni. Un conto elementare: ogni 4 anni effettivi di carcere ne corrisponde uno virtuale.
Nel calcolo rientrano anche i 90 giorni annuali di «liberazione anticipata». Ecco perché si può ragionevolmente prevedere che la Franzoni «uscirà» nel 2012. I permessi premio. E’ un altro istituto previsto per i detenuti che si «comportino bene». Si applica a un quarto della pena. Nel suo caso, Annamaria Franzoni dovrebbe maturare nei primi mesi del 2011 la possibilità di rientrare a casa o di recarsi in altre località, con la famiglia, per 3-4 giorni, notti comprese. Per un totale di 45 giorni l’anno. Da subito, ovviamente, ha diritto a 6 ore di colloquio in carcere con i familiari, «aumentate nell’ipotesi che la detenuta - è il suo caso - abbia figli di età inferiore ai 10 anni». Tutti gli altri benefici previsti - dall’ammissione al lavoro esterno alla semilibertà - non hanno motivo di essere presi in considerazione di fronte all’applicabilità del «47 quinquies».
Fuorché l’«affidamento in prova ai servizi sociali» quando le resterebbero gli ultimi 3 anni da scontare, sia pure ai domiciliari. L’affido, ottenuto dopo un’istruttoria del tribunale di Sorveglianza competente consente di svolgere una vita praticamente normale. Lascia intuire altri calcoli il dottor Corsi, il magistrato che ne ha ottenuto la condanna in appello: «Dal 2002 sono trascorsi 6 anni. Se la Franzoni avesse ammesso la possibilità di aver ucciso il figlio ora sarebbe libera».
Ma in che paese viviamo?

fonte:repubblica.it

4 commenti:

Francesca ha detto...

mmm 4 anni?Ma come è possibile..la sentenza ha tenuto conto di una Franzoni perfettamente lucida prima e dopo la morte di Samuele...quindi non ci sono attenuanti...causedi giustificazione o di esclusione della pena...,ora perchè questi 4 anni?Come è possibile che in Italia si fanno più anni di carcere per un furto o una rapina che per omicidio?Mah...che schifo...

Antonio Bello ha detto...

ehehe....che mondo di merda!

Anna Lisa ha detto...

Anna maria doveva stare dentro già da 6 anni e doveva scontare adesso altri 24 anni dato ke era stata condannata a 30 anni...quindi tutte le domande che ci poniamo sono inutili!!Già che è stata in libertà altri 6 anni libera di uccidere gli altri due figli e che non è stata interdetta la sua figura di madre ci fa capire ke in Italia la giustizia fa acqua da tutte le parti...e scrivo questo oggi che i tg riportano 2 notizie di cronaca nera.. 2 ragazzi uccisi da un assassino senza patente con precedenti di droga e alcol accusato nn di omicidio volontario ..e un signore ke stava in tutta tranquillita nella sua casa e si vede piombare un ladro in casa e reagisce uccidendolo accusato invece di omicidio volontario!Vi sembra giustizia questa?..mmm è tutto da rifare in Italia proprio tutto!

Antonio Bello ha detto...

Per me era mejo se je davano l'ergastolo!Assassina!

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