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Guardatevi intorno.

Osservate le persone nella vostra vita.Guardate i cambiamenti in voi stessi.

Il mondo non è forse un po’ cambiato rispetto a com’era giusto pochi anni, pochi mesi, o addirittura poche settimane fa? Tutto sembra andare così velocemente che è difficile stare al passo. Qualcosa sta sicuramente accadendo nel mondo, qualcosa di misterioso ed inspiegabile. Potreste anche esserne spaventati a morte. Vedete disastri atmosferici, devastazioni ecologiche, la violenza nella società, il ridicolo nei mass-media.

Siete anche consapevoli che c’è più di uno sparuto numero di convincenti profeti che hanno profetizzato un certa apocalisse per questo periodo, e continuano a farlo.

E quando le grandi catastrofi non arrivano in un determinato momento, allora le spostano semplicemente un po’ più avanti. E più previsioni richiedete loro, più disperati vi sentite, dato che non c’è nessuna pentola d’oro alla fine del loro “arcobaleno”.

Così, per conservare un po’ di sanità mentale, ignorate e screditate spontaneamente quello che vi viene detto, continuando a pianificare il futuro come se niente stesse per accadere. È veramente l’unico modo per andare avanti nella vita quotidiana?


David Wilcock




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lunedì 25 maggio 2009

Dal succo d'uva una speranza contro i tumori by Vincenzo Silvano


Beh, oggi i lettori del blog assidui si accorgeranno che non c'è il solito post del Lunedì,quello del Napoli. Naturalmente la cosa è coluta inquanto "stu caxx e Napule perd semb" pertanto da tifoso per non infierire desisto nella speranza di dover soltanto parlare di calciomercato nei prossimi post. In tanto per sostituire la solita nomanzina del lunedì approfitto per segnalarvi questa del mio caro amico Enzo:

Un estratto di semi d'uva per indurre le cellule leucemiche al suicidio. E' il cuore dell'esperimento effettuato in laboratorio da scienziati dell'università del Kentucky (Usa), che riportano gli incoraggianti risultati sulla rivista 'Clinical Cancer Research'.

I dati ottenuti fanno sperare in un futuro impiego di composti naturali per prevenire o curare la grave malattia. Nel giro di 24 ore - riportano gli esperti - abbiamo osservato che il 76% delle cellule leucemiche esposte a un estratto di semi d'uva comunemente reperibile sul mercato è morto per apoptosi.

Il tutto pare sia avvenuto perché il composto utilizzato è in grado di attivare la proteina Jnk, che regola proprio il processo di suicidio cellulare, la cosiddetta apoptosi.



Gli studiosi sono riusciti peraltro a evidenziare che l'estratto non agisce sulle cellule sane, anche se il motivo non è ancora stato chiarito. In ogni caso, questa indagine si aggiunge ad altri studi precedenti, che avevano rilevato come l'estratto di semi d'uva fosse in grado di combattere, nei topi, anche le cellule del cancro al seno e della pelle.


fonte: rainews24

mercoledì 4 febbraio 2009

Eluana a Udine, il lungo addio - by Anna Lisa


Ci provano tutti e due, a spiegare il mondo, uno con le parole della scienza e l’altro con quelle della fede. E hanno entrambi la voce che trema, il primario di anestesia che dovrà staccare il sondino e il prete che implora di non farlo, perché «Eluana è viva agli occhi di Dio».
Amato De Monte è l’anestesista. Ha viaggiato con lei tutta la notte, in ambulanza, e poi l’ha scortata lungo i corridoi della casa di cura che già nel nome – La Quiete – evoca la fine dello strazio. «Eluana non soffrirà», dice: «Eluana è morta diciassette anni fa». Poi tira un respiro profondo e ricorda quanto devastante sia stato il viaggio, per lui, «come medico e padre e cittadino, accanto a una persona che è molto diversa da come ci è stata presentata. Una bella ragazza, nel fiore degli anni, allegra e sorridente… Ce la siamo immaginata tutti così, ma la realtà è molto differente».
Amato De Monte riflette al primo piano della casa di riposo. Due stanze più in là c’è l’appartamento riservato a Eluana e al papà, Beppino Englaro che in questi giorni potrà stare vicino a lei. Tre giorni di normalità. Poi il sondino verrà staccato e la giovane donna, ormai ha compiuto i 38 anni, non sarà più alimentata con acqua e cibo. Il suo corpo potrebbe resistere anche due, tre settimane.
«Ma non è solo un corpo: dentro c’è un’anima!», tuona all’altare il priore Cristiano Cavedon. Il santuario consacrato alla Vergine delle Grazie è a duecento metri dalla casa di cura, di fronte a piazza Primo Maggio che è il cuore pulsante di Udine. Alle 18,30 c’è la messa. Il vescovo Pietro Brollo aveva invitato a una veglia di preghiera, i fedeli hanno risposto a modo loro. Più che una funzione solenne, è una piccola e ininterrotta processione: uno sguardo a La Quiete e poi in chiesa, dieci minuti di raccoglimento, prima di tornare alla propria vita.
In via Sant’Agostino la casa di riposo è sorvegliata da una trentina di carabinieri e poliziotti. Eccessivi. I radicali organizzano una fiaccolata per la sera, ma non si verificano proteste o manifestazioni di sorta. Gli udinesi non ci sono, questo è il fatto strano, perché? «Siamo gente così», azzardano oltre il cancello. Fine delle confidenze. Gli uscieri non fanno entrare nessuno e pure il papà di Eluana si allontana da un’uscita secondaria.
Anche a Udine si fronteggiano i sentimenti che dilaniano l’Italia, in queste ore, ma tutto avviene in maniera più composta. Nessuno si spinge a dare degli assassini, come è accaduto altrove, al personale della casa di riposo. Il sindaco Furio Honsell invita ad avere rispetto, il vescovo Pietro Brollo ad aiutare Eluana a vivere. Amato De Monte scuote la testa e ripete che «è morta diciassette anni fa», che «una cosa è una disabilità anche grave e un’altra lo stato vegetativo. Io credo che sia stata fatta confusione tra il vissuto di questa ragazza e la realtà, perché Eluana non ha capacità psichiche o di relazione. Forse la chiesa e la politica dovrebbero ripensare al loro scollamento dal sentire comune…».
Il primario di anestesia cerca le parole giuste, per non ferire e non violare l’intimità di Eluana. Non si può descrivere che aspetto fisico ha, dopo tanti anni trascorsi in un letto; e sì che magari aiuterebbe. «Suo papà - confessa pi ai microfoni di Rai Friuli - mi ha detto che la vuole liberare. Ho capito perfettamente cosa intende dire».
Duecento metri più in là, la liberazione è la vita a tutti i costi. Padre Cristiano ricorda all’altare pene familiari personali, e ringrazia i congiunti per come hanno saputo affrontarle: «Hanno fede», spiega. Non concepisce chi non l’ha. Davanti a lui ragazzi in maglione, signore incappottate, suore, qualche manager incravattato che è uscito prima dall’ufficio. Arriva una ragazza bionda, «non sono qua per Eluana. Vado a messa per conto mio».
All’uscita c’è compostezza. «Dio le ha dato la vita e solo Dio gliela può togliere», piange una signora anziana. Aveva anche lei una figlia. «Un incidente». Oggi fa più male riviverlo, e può sembrare una grazia anche quella toccata a papà Beppino. «Magari avessi qualcuno da accudire. Anche in ospedale. Io la capisco la tragedia di quell’uomo, ma dopo per lui sarà peggio. E lei, chi ha detto che non si sveglierà più?».
Lo dice la scienza, ma questo il popolo che ha fede non lo accetta. Studente liceale: «Chi crede non può sostituirsi a Dio. E se Dio non ha fatto morire Eluana un motivo ci sarà, non ha nessuna importanza se noi non lo conosciamo». Giovane mamma: «Io prego perché sia fatta la volontà del Signore. Se deve accadere quello che tutti noi non vorremmo, vuol dire che per quella ragazza è ora».
Sobrietà, educazione. Da una parte e dall’altra. A sera davanti alla casa di riposo passa una famiglia che ha deviato apposta, «sapevamo». Sono Mauro Ventriglia, caporal maggiore dell’esercito di stanza a Udine dopo una gioventù trascorsa a Santa Maria Capua Vetere. La moglie Annarita. La figlioletta Antonella di nove anni. Lui: «Io credo che si debba poter morire con dignità. Dopo tanti anni, senza nessuna speranza, un corpo cosa sopravvive a fare? Al mio paese si dice che i morti si piangono una volta sola. Quel papà quanto lacrime versa tutti i giorni?». Lei: «Ma chi lo sa. Finché c’è vita un miracolo può sempre accadere».
Ma la vita non c’è più, ecco cosa ripetono i vertici dell’equipe che assisteranno Eluana nei prossimi giorni. Non si può chiamare vita quel vegetare senza sentire nulla. Il direttore generale Luigi Silviotti e il suo vice Luciano Cattivelli rigettano sdegnati le accuse, «omicidio», «esecuzione». A Udine piove a dirotto e anche questo tiene lontana la folla, se mai qualcuno avesse voglia di andare a manifestare. Certo, potrebbe accadere oggi, o dopodomani quando sarà staccato il sondino. Anche le veglie di preghiera continueranno, e più d’uno chiederà un miracolo a Nostro Signore
Nella brochure del Santuario delle Grazie si narra di una prodigiosa guarigione, «una cuoca che si era quasi staccata una mano lavorando in cucina, e che l’ebbe risanata rivolgendosi all’icona della Vergine». E sarà pure ingenua devozione popolare, ma la vecchina che la tiene in mano, e la mostra in giro, ha il cuore pieno di sentimento per Eluana e per la vita.

mercoledì 28 gennaio 2009

Arrestati i 4 bastardi Rumeni! - by Anna Lisa


"Sono stati presi. Hanno un volto e un nome i quattro bastardi che giovedì notte a Guidonia hanno rapinato e violentato una 21enne dopo aver chiuso il fidanzato nel bagagliaio dell’auto.
Sono romeni, ventenni. E sono 4, non cinque come aveva detto la vittima. Lei ne aveva contati 5, ma non per sbaglio. Durante l’orrore non si è resa conto subito che uno, non contento, ha ritentato la violenza. Con loro sono finiti in manette due connazionali: li stavano aiutando a fuggire verso il Nord Italia, verso Padova. L’arresto, da film, l’altra notte, al casello di Tivoli, alle porte di Roma. Una dozzina di auto dei carabinieri gli ha sbarrato la strada mentre due degli stupratori su una Bmw guidata dai fiancheggiatori imboccavano il casello. Per tutti sono scattate le manette. Poi i carabinieri sono andati a prelevare a Tivoli, in una casa, gli atri due componenti del branco. Dormivano, ma anche loro avevano i bagagli pronti.Il lavoro dei carabinieri però non è finito là. Ieri mattina, completate le pratiche degli arresti, li hanno dovuti pure difendere. Fuori dalla caserma di Guidonia si è radunata una folla inferocita pronta a linciaggio. Linciaggio che c’è stato. «Bastardi, bastardi», urlavano decine di ragazzi, incappucciati e non, che si sono scagliati come una furia soprattutto sul primo degli arrestati, mentre veniva portato in manette sulla gazzela. Sono volati calci e pugni, sono stati spaccati i finestrini, finché la radiomobile non è schizzata via. Per ognuno la stessa scena.

«Lasciateli a noi, dateceli. In piazza li vogliamo», urlavano, tirando calci e pugni. «Non li coprite…non li coprite quei bastardi. Vogliamo vedere le facce». «Pezzi di merda», era il tran tran. La svolta nelle indagini è avvenuta l’altro giorno quando uno dei romeni ha usato il telefonino della vittima. Da quel momento i carabinieri li hanno avuti in pugno. «Stupratori noi? Vi sbagliate», hanno provato a giustificarsi in tre. Uno, invece, ha confessato subito: «Siamo degli schifosi, sì. Non so perché l’abbiamo fatto. Volevamo fare una rapina, poi lei era nuda…». Una giustificazione, se così si può definire, ripetuta in caserma, davanti al magistrato, il pm Manzi, mentre fuori continuava a radunarsi gente. Giovani, tanti giovani, compresi i parenti delle vittime. «Balordi», gridava il cognato. Alla giovane è stato evitato anche un altro giorno di dolore: quello del riconoscimento: «Ormai superfluo», spiegano in procura. «Grazie», ha detto la ragazza in lacrime ai militari, «Quei balordi mi hanno rovinato la vita, ma almeno li avete presi. Così non potranno fare altro male in giro». Erano giorni che i quattro si divertivano in via della Selciatella, una strada sterrata di Guidonia frequentata da coppie. Spaccavano i parabrezza mentre i fidanzati si baciavano e poi via tutto, soldi, oro e cellulari. Quattro colpi in un paio di notti.

Nell’ultimo, però, hanno voluto esagerare. «Dai che ti violentiamo », hanno detto senza mezzi termini, in italiano, alla 21enne. Così hanno preso di preso il fidanzato e lo hanno rinchiuso nel portabagagli, poi con la stessa auto si sono spostati, in una traversa appena un po’ appartata. E li è cominciato lì'orrore . Uno alla volta."

mercoledì 21 gennaio 2009

Il fratellino dimenticato di Barack - By Anna lisa


Hussein, 26 anni vive di stenti nella periferia di Nairobi

Nelle foto di famiglia non compare mai, eppure George Hussein Onyango dice di essere un Obama a tutti gli effetti. È l’ultimo (forse) degli almeno otto figli di Barack Hussein, padre del nuovo preidente degli Stati Uniti, ed è nato dall’unione con la quarta moglie del poligamo capostipite del clan kenyota. A scoprire l’ennesimo tassello del vasto mosaico degli Obama è una reporter di Vanity Fair Italia nell'agosto scorso, che ha scovato George, o meglio Hussein, a Huruma, baraccopoli alla periferia di Nairobi. Ma a differenza degli altri familiari di Barack, lui appare infastidito dal clamore che circonda il fratellastro: «Obama, Obama, sempre Obama, ma non dovreste parlare anche di McCain?», dice. E a chi gli chiede informazioni risponde che non sono neanche parenti: «Mi vergogno, c’è poco di cui vantarsi». Dietro l’amarezza e gli occhi gonfi di rabbia si cela una vita di assoluto disagio.

Huruma è una zona ghetto popolata da baracche in lamiera, dove si vive con un dollaro al mese, per procurarsi il quale si ricorre ad ogni espediente. È uno dei luoghi-simbolo dell’emarginazione, quasi dimenticato da Dio, o meglio da Allah, visto che quasi tutti sono musulmani, e dove la polizia non ti arresta ma ti spara subito. «Due amici li ho visti morire sotto i miei occhi - racconta -. Vivo come un recluso, nessuno sa che esisto», e in effetti il suo nome tra i fratelli del senatore non era mai venuto fuori. Si sapeva di Auma, di Abongo alias Roy, di Malik, del fratello in Cina, e di un certo David, morto giovanissimo in un incidente stradale, la stessa sorte toccata al padre nel 1982. A luglio il britannico «Sun» aveva scovato Muslim Bernard, 37 anni residente in Kenya ma spesso a Londra con la mamma Kezya, prima moglie di Barack padre.

Di George Hussein, 26 anni, c’era solo una traccia in «Dreams From My Father», l’autobiografia del senatore dell’Illinois, in cui è descritto come un «bel bimbo dallo sguardo guardingo». Si incontrano in due occasioni: nel 1987, quando il giovane Barack va in Kenya per la prima volta, George ha solo cinque anni e nemmeno compare nelle foto. Poi nel 2006, quando il senatore torna con tutta la famiglia: «È stato come incontrare uno sconosciuto», spiega George Hussein, che del fratellastro potente a fortunato invidia solo una cosa: «Lui da grande ha rivisto almeno una volta nostro padre, io no».

Ma nella connection kenyota di Obama c’è anche un nome che scotta, Raila Amollo Odinga, politico di estrema sinistra, con un passato rivoluzionar-marxista e un figlio di nome Fidel, in onore di Castro. Lo ricorda Jerome R. Corsi nel suo «The Obama Nation», in cui afferma che il senatore dell’Illinois lo ha sostenuto nelle elezioni locali del 2007, quando aveva legato con gruppi musulmani radicali. Oggi è primo ministro nella coalizione del presidente Mwai Kibaki, ma il suo passato rimane torbido: tre arresti, il primo per un tentato golpe nel 1982, per coinvolgimento con il Movimento rivoluzionario del Kenya nel 1988, e per associazione sovversiva nel 1990. Poi la fuga in Norvegia per sfuggire ai servizi di Nairobi che lo volevano morto.

Ma ciò che più pesa su Obama è la deriva fondamentalista di Odinga, oggi al centro di oscure alleanze con gruppi radicali islamici e sostenitore della Shariah. Lo staff del senatore respinge ogni accusa nelle 40 pagine di critica al libro di Corsi, ma gli oppositori di Obama ricordano che lo stesso Odinga disse alla Bbc di essere cugino del candidato nero. Difficile da accertare ma anche da confutare, visto che il politico africano e il padre di Barack provengono entrambi dai Luo, una tribù in cui, come tante altre, la differenza tra affiliazione e parentela passa per un confine assai poco definito.

Mi chiedo se l'America è davvero in buone mani....!

giovedì 18 dicembre 2008

Il PC controllato con la mente -by Anna Lisa


Non c'è trucco, non c'è inganno: il computer recentemente presentato al CeBit di Hannover può essere davvero controllato con la sola forza del pensiero.
Lo strabiliante dispositivo è stato messo a punto dai ricercatori del Fraunhofer Institute di Berlino in collaborazione con i colleghi della Berlin Humboldt University ed è destinato a rivoluzionare i rapporti tra uomo e tecnologia.
Grazie a questo sofisticato apparecchio è infatti possibile far apparire sullo schermo di un Pc delle righe di testo, muovendo un cursore controllato con la mente.
Pensieri e parole.
L'utilizzatore indossa uno speciale casco foderato con decine di sensori in grado di misurare l'attività elettrica del cervello, e sposta il cursore sul video semplicemente pensando di muovere il braccio destro o sinistro.
Secondo Gabriel Curio, uno dei ricercatori che hanno partecipato al progetto, 20 minuti di addestramento sono più che sufficienti per poter iniziare a utilizzare la macchina da scrivere mentale con disinvoltura.
Il dispositivo, grazie a uno speciale algoritmo di controllo, è infatti in grado di riconoscere con rapidità l'attività elettrica della corteccia cerebrale, cioè di quella zona del cervello dove hanno origine i movimenti.
Le applicazioni di questa nuova tecnologia sono numerose, e spaziano dall'ambito medico, all'intrattenimento, alla sicurezza.
I ricercatori pensano infatti di sviluppare entro breve una versione commerciale di questo apparecchio dedicata ai disabili che potranno così interagire in modo semplice e rapido con Pc e altri dispositivi elettronici, come protesi bioniche o sistemi per la comunicazione.
Cogito, ergo freno.
Non solo: il computer mentale, intercettando il segnale nervoso al momento della sua formazione, offre qualche frazione di secondo di vantaggio rispetto ai normali tempi di reazione di un individuo: è già allo studio un sistema di ausilio alla guida capace di agire sui freni della vettura nel momento stesso in cui il pilota avverte il pericolo, e quindi molto prima che riesca a premere il pedale del freno.
Già nel passato erano stati messi a punto sistemi per il controllo cerebrale di computer e altri apparecchi, ma si trattava di dispositivi che dovevano essere collegati direttamente ai neuroni del paziente con interventi chirurgici lunghi, complessi, e dall'esito spesso incerto.

mercoledì 24 settembre 2008

La casa dell'acqua - by M.Gargano

Riporto una notizia pubblicata su ecoblog:

Le case dell’acqua piano piano (Ecoblog ne parlava anche lo scorso anno) stanno diventando un successo, ne sono già 11 in tutta la Lombardia e domenica 21 settembre si è inaugurata quella di Zibido san Giacomo. E per i prossimi mesi sono previste inaugurazioni anche a Osnago (Lecco), Gaglianico (Biella) e San Giovanni Lupatoto (Verona).
Ma cosa sono? Una versione moderna delle fontane pubbliche con molte più comodità incluso un miscelatore per prelevare acqua già gasata. Organizzate in coloninne di erogazione, per non sprecare un goccio del prezioso liquido, grazie ad un pulsante che la eroga a getto, hanno anche le pensiline per proteggersi durante la pioggia e sono proprio carine a vedersi.
Secondo i dati diffusi da TASM Spa, la società pubblica partecipata dalla Provincia di Milano e dai Comuni a sud del capoluogo lombardo che gestisce la promozione dell’acqua pubblica, nelle 7 case dei comuni a sud di Milano sono stati erogati 7.977.505 litri di acqua, con una media giornaliera di 22.472 litri.
Ogni famiglia ha risparmiato circa 300 euro all’anno e si è evitato di immettere nell’ambiente 5.318.336 di bottiglie di plastica e dal 22 settembre all’Accademia di Belle Arti di Brera si è inaugurata la mostra “Le case dell’acqua”.
Guardiamo il video:


fonte

lunedì 1 settembre 2008

GRAZIE PRESIDENTE - By Anna Lisa

01/09/2008 15:02.
Il difensore georgiano Kakha Kaladze ha voluto ringraziare in prima persona Silvio Berlusconi per l'intervento efficace del presidente del Consiglio nella guerra che ha coinvolto la sua Georgia.


MILANO - "Il mondo non lo sa, ma è stato Silvio Berlusconi a fermare la guerra in Georgia. Per questo gli dico grazie."
Nel secondo giorno del vertice straordinario dell'Unione Europea sulla crisi Russia-Georgia, il difensore del Milan e capitano della nazionale caucasica, Kakha Kaladze, interviene sul ruolo del Presidente del Consiglio italiano nelle trattative di pace.
"Berlusconi è da sempre molto vicino al primo ministro russo Vladimir Putin - ha spiegato all'ANSA il giocatore rossonero, in partenza per raggiungere i compagni di nazionale in ritiro per la gara casalinga con l'Irlanda, che precede quella del 10 a Udine con l'Italia di Lippi. - I due sono molto amici. E' stato proprio l'intervento di Berlusconi a fermare la guerra tra la Georgia e la Russia. So che il premier italiano ha trascorso oltre cinque ore al telefono con Putin per cercare di mediare questa delicatissima situazione. Anche in questa occasione - conclude Kaladze - il presidente Berlusconi si è dimostrato persona sensibile e abile nei rapporti diplomatici, un vero ambasciatore di pace che non smetterò mai di ringraziare." (Ansa).

mercoledì 23 luglio 2008

Di' che ti mando io! - By MERICANO

Stamane ero in cerca di un post quando navigando sullo spaces del mio caro amico MERICANO trovo questo:"Dì che ti mando io".
Ve lo posto così come lo ha postato Alex:


Ho telefonato al famoso specialista, mi ha risposto la segreteria telefonica, ha detto che il professore non poteva accettare appuntamenti prima di tre settimane, avevo tempo venti secondi per lasciare un messaggio. Poi ho telefonato a Linate per una informazione, mi hanno detto attenda un attimo, mi hanno passato un interno, mi hanno detto attenda un attimo e mi hanno passato un altro interno, mi hanno detto attenda un attimo, ho atteso cento attimi, poi qualcuno ha messo giù il telefono.
Per fortuna ho sempre qualcuno che mi manda. Tutti abbiamo qualcuno che ci manda. E a nostra volta mandiamo qualcuno. E' la via italiana alla sopravvivenza. Basta diventare amico di un amico e allora si passa dalla porta posteriore, ci servono subito, ci applicano il minimo della multa, ci fanno lo socnto del 15, ci portano con il pinzimonio l'olio giusto, quello verde nel bottiglione, invece di quello nelle ampolle.
Ci scambiamo continuamente segnalazioni di alberghi al mare, sottosegretari, tappezzieri, medici che si fanno pagare ma rilasciano regolare ricevuta, funzionari che fanno saltar fuori il posto macchina sul traghetto per la Sardegna, conosci nessuno alla motorizzazione?
Una volta al ristorante un signore mi ha detto: lei appena arriva cerchi del capodivisione, dica pure che la mando io. Poi mi ha salutato e se n'è andato senza neppure presentarsi.
Una casbah di fittissime relazioni sostiene questa sgangherata società italiana, una mafia veniale, però endemica. Credevo che le nuove generazioni ne fossero immuni. Ma ho sentito una ragazza segnalare a un'amica una farmacia dove le avrebbero dato la pillola senza ricetta, cerca della dottoresse Clara e dille che ti mando io. Anche i maschietti si spediscono da una signora o signorina Sonia che abita al terzo piano, ti prende 15 euro però fa tutto lei e dopo ti offre la vodka ghiacciata; quando citofoni dille che ti mando io.
Vengono su bene questi ragazzi, forse tra qualche anno qualcuno di loro si manderà anche da un assessore all'edilizia.

Dedicato a tuti coloro che non hanno mai nessuno che li manda!


Inutile precisare che mi associo alla sua dedica....grande Mericà!

mercoledì 18 giugno 2008

Chi maltratta gli animali non merita di vivere - By Anna Lisa


L’uomo fa progressi in tutti i campi. Ma sulla strada che porta all’armonia con gli animali purtroppo resta indietro.
Siamo nel 2008, e la nostra civiltà è riuscita persino a mandare sonde sul pianeta Marte. Eppure i cani e i gatti continuano ad essere trattati come cinquanta o cento anni fa. Animali legati alla catena, rinchiusi in recinti simili a lager, picchiati, abbandonati, e spesso seviziati per puro sadismo. E tutto questo, come si apprende dalle agghiaccianti notizie sui giornali, non avviene nelle zone più degradate del pianeta, dove ignoranza e povertà possono – ma non sempre, attenzione – giustificare poca tenerezza nei confronti degli esseri più indifesi. Tutto ciò avviene invece nelle città e nei paesi, tra i palazzi e le villette che costituiscono la nostra quotidianità.
Quante volte, camminando per la strada, abbiamo assistito a maltrattamenti e soprusi nei confronti dei cani? Quante volte abbiamo visto gatti sporchi e malnutriti costretti a sfamarsi tra i rifiuti? Di fronte a scene del genere si prova un senso di rabbia, si vorrebbe poter fare qualcosa. Ma la maggior parte delle volte purtroppo, abbassiamo gli occhi e proseguiamo, impotenti.
Dobbiamo agire, invece! Dobbiamo dimenticare qualsiasi timore ed essere convinti che qualcosa si può veramente fare. Le violenze, anche psicologiche e non solo quelle fisiche, a danno dei gatti e dei cani sono oggi contro la legge e vanno perciò denunciate alle autorità. Lasciamoci guidare dal senso civico e dall’amore ogni volta che vediamo un animale in difficoltà. In campagna spesso si trovano cani da caccia tenuti segregati in piccoli spazi maleodoranti o gatti abbandonati a se stessi da padroni convinti che “il gatto è cacciatore e sa badare a se stesso”. Bene, interveniamo e facciamo una denuncia, è nostro dovere!
Nei casi di maltrattamento sono gli Organi di Polizia Giudiziaria che devono intervenire, quindi i Vigili Urbani, i Carabinieri, la Polizia, la Guardia di Finanza e il Corpo Forestale. Chi pensa che, trattandosi di animali, le sole che possono essere interpellate sono le Guardie Zoofile, sbaglia. La Cassazione ha ribadito che tutti gli organi di Polizia Giudiziaria sono competenti per i reati in materia ambientale e di tutela animali (Cass. pen. sez. III - Pres. Gambino - Est. Postiglione - n.1872 del 27/9/91).
La denuncia può essere fatta di persona o per telefono nei casi gravi in cui occorre un intervento tempestivo. Altrimenti si deve mettere per iscritto il fatto, su carta semplice senza bolli e moduli particolari, descrivendo ciò che si è visto e aggiungendo, quando ci sono, i nomi di altri testimoni. Non dimentichiamo che, perché il tutto sia valido, dobbiamo aggiungere il nostro nome, cognome e indirizzo, la data e la firma. La denuncia va poi presentata in un Ufficio della Polizia Giudiziaria, oppure consegnata alla cancelleria del Procuratore della Repubblica presso la Pretura Circondariale del luogo.
Se si vogliono ricevere maggiori informazioni su come comportarsi di fronte ad un caso di maltrattamento, o anche se si trova per strada un cane o un gatto abbandonato e non si sa come agire, si possono contattare le associazioni animaliste. Ad esempio gli Animalisti Italiani (www.animalisti.it), la Lega Antivivisezione (www.infolav.org) o l’OIPA (www.oipaitalia.com, tel. 02/6427882).

giovedì 12 giugno 2008

Dagli eroi mondiali di Germania agli zombi europei di Austria-Svizzera…By Francesca



Dopo la turbolente sconfitta dell’Italia con l’Olanda ,una pioggia di critiche sono piovute in primis sull’allenatore Roberto Donandoni reo di aver sbagliato non solo la formazione scesa in campo, ma anche i tempi opportuni per effettuare i cambi…;
piogge di critiche anche sui giocatori, che se prima di lunedì venivano osannati e definiti EROI…è bastata una sconfitta per dimenticare le emozionanti serate di Germania 2006…
In sintesi degli eroi di Germania non ci resta che qualche combattente solitario circondato da zombi o anzianotti…almeno questo è la sintesi del pensiero di tutte le testate giornalistiche di casa nostra,ma si sa i nostri giornalisti sono capaci di alzarti fino al cielo e meno di un minuto dopo sotterrarti con tanto di necrologio al seguito.
Come da tradizione sotto accusa anche la performance arbitrale…non è un caso che la prima considerazione dei giornalisti riguardo la prossima partita ,che la nostra nazionale disputerà, è proprio rivolta all’arbitro designato;da oggi un titolo si evidenzia in modo particolare:” Calcio. Italia / Ecco Oevreboe, arbitro che non ci porta bene”
L’ Italia da sempre è considerato paese di poeti santi e navigatori…ed io mi sento di aggiungere Italia paese di poeti,santi ,navigatori e camaleonti…data la nostra innata capacità di mutare colore e pensiero rapidamente…
L’italia è stata sconfitta meritatamente…a parer mio non c’era bisogno neppure delle scuse di Buffon a nome del gruppo..perchè quando si scende in campo i giocatori sanno che devono fare il loro dovere,devono dare tutto quello che è nelle loro possibilità ,se poi si vince se poi si perde non ha importanza (relativamente),perché fa parte del gioco!
La delusione dei tifosi è legittima…così come è legittima una sconfitta,adesso i nostri ragazzi hanno bisogno solo di essere appoggiati,incoraggiati…perché di pressioni ne hanno già troppe.
Comunque vada venerdì c’è una certezza assoluta su cui non si può sindacare loro resteranno comunque GLI EROI DI GERMANIA…ed io da buon tifosa mi auguro che i nostri eroi espugnino così come fecero i Romani la terra degli austiaci.
In bocca al lupo Azzurri!

giovedì 15 maggio 2008

Mancini intercettato: parlava con un boss - By Anna Lisa


L'allenatore dell'Inter e alcuni giocatori della società nerazzurra sono finiti nelle trascrizioni eseguite dalla forze dell'ordine nell'ambito di un'inchiesta per droga

Parlavano al telefono con un boss coinvolto in un'operazione per traffico di droga. L'allenatore dell'Inter, Roberto Mancini, e alcuni giocatori della società nerazzurra sono finiti nelle trascrizioni eseguite dalla forze dell'ordine in alcune intercettazioni. Domenico Brescia, sarto di Rovello Porro, parrebbe essere coinvolto in un'inchiesta di traffico per droga, eppure aveva sempre accesso alla Pinetina e soprattutto un posto sicuro nella tribuna Vip di San Siro per le partite dell'Inter. Nelle intercettazioni effettuate si parlerebbe di un po' di tutto: dalle donne alle auto, continuando per i costosissimi orologi, biglietti per lo stadio, telefonini, campagna acquisti e formazione e di scudetto. Il risultato risale all’ottobre del 2006. Sulla questione il pm di Milano Marcello Musso, coordinatore dell'operazione, ha già fatto sapere che valuterà se sarà il caso di aprire un fascicolo per fuga di notizie. I nomi emersi dalle intercettazioni, oltre a quello dell'allenatore interista, sono anche quelli di Sinisa Mihajlovic, di Marco Materazzi ma anche di un dipendente nerazzurro, Rocco Di Stasi, dell'ex calciatore Alessandro Altobelli, del direttore del centro coordinamento dei tifosi dell'Inter, Fausto Sala, e dell'allenatore in seconda e assistente tecnico, Fausto Salsano. Intanto arrivano le prime reazione da parte delle persone coinvolte in questa vicenda: "Con Domenico Brescia avevamo rapporti di natura solo commerciale - Fausto Sala, responsabile del Centro Coordinamento Inter Club - Lui era il sarto delle emergenze, visto che il suo negozio di Rovello Porro è molto vicino alla Pinetina e quindi ci rivolgevamo a lui per qualsiasi problema riguardante le divise dei giocatori". Poi ha parlato l'avvocato Marisa Guassardo, legale di Domenico Brescia: "Il mio assistito è amico da trent'anni di giocatori dell'Inter, frequenta abitualmente, se non quotidianamente, la Pinetina, veste diversi giocatori e l'allenatore Roberto Mancini ma non ha mai avuto rapporti illeciti con alcuno di essi".

mercoledì 30 aprile 2008

La filosofia del 6 di ripristino - By Rosario Di Leva

All'improvviso una partita di poker tra 5 ragazzi che non hanno nulla di meglio da fare, può diventare la culla di una nuova filosofia, la culla di una nuova frontiera mentale... una partita di poker può diventare l'inizio di una nuova vita, di una nuova era.
Si giocava a Telesa classica ed un Antonio Bello particolarmente ispirato andava a grandi falcate verso la vincita di una mano importante quando all'improvviso l'incoscienza...
... il mazziere da le carte:

A a Marco
J a Dave
10 a me
J ad Emilio

Tocca ad Antonio ricevere la carta...
...Antonio attende con impazienza la carta, dal suo sguardo si capisce che serve una carta alta (una qualsiasi carta vestita o magari un A).
All'improvviso gli arriva un 6 di picche.
Momento cruciale.
Tutti studiano gli sguardi dei propri avversari.
Gli occhi di tutti i partecipanti si posano sul viso di Antonio che sembra essere spazientito...
...e quando meno te l'aspetti, lo stesso Antonio si lascia andare ad una frase che è già leggenda:


"Uah, kist è proprio o' 6 e ripristino!"



Commozione da parte di tutti i partecipanti, scene di isterismo di massa, alcuni minacciano di abbandonare il tavolo perchè non in condizioni di andare avanti ma la serata va avanti...
...ma la serata da quel momento non sarà più la stessa, da quel momento quel tavolo ha un solo unico grande vincitore Antonio ed il suo 6 di ripristino!!!

P.S. Qualche mano dopo un sempre più convincente Antonio si è lanciato in un'altra affascinante teoria.... quella dell'Asso a sistema. Ma è un'altra storia e se ne parlerà poi, anzi saranno i libri di storia a farlo...

Antonio Bello eroe!!!

giovedì 17 aprile 2008

RAPE DRUG (GHB) - By ANNALISA

Rape drug, ossia italianizzando il termine, la “droga da stupro”.
In discoteca, ad un party, al bar o in altri locali simili la solita storia; un tipo interessante,una coppia simpatica, si comincia col chiaccherare, si beve qualcosa, si va a terminare la serata in un altro posto. Sembrerebbe la cosa più naturale del mondo, ma c’è una nuova insidia, perfida e nascosta oltre che pericolosa, la rape drug.
Droga, questa, inodore rapida ed efficace. 3 parole per esprimere la sua pericolosità.Si scioglie con facilità in una bibita, in un drink, in un caffé.
Pochi minuti dopo il dramma!
Comincia con l’inibirti la volontà, ti azzera la coscienza, ti trasforma in una sorta di marionetta, l’aggressore tira i fili e comincia l’odissea.
L’allarme proviene, guarda caso, dagli Stati Uniti; in questo paese, la violenza su donne “anestetizzate” é purtroppo frequente, in particolare nei campus universitari, in party, in certi club privé, alle feste all’aperto (GOA), ecc.
Anche in alcune parti d’Europa si sono registrati questi tipi di violenza, ad esempio in Gran Bretagna, Olanda e Francia.
Il GHB (acido gamma-idrossibutirrico), impropriamente chiamato ecstasy liquida lo si può acquistare, al momento ancora legalmente, nei sex shops o in Internet. Anche in Ticino sono state sequestrate alcune fialette e si é tentato perfino di produrla artigianalmente (ricordate l’episodio risalente a dicembre 2000 dello studente liceale a Locarno intossicato?).
Si presentano sotto forma di fialette di plastica con liquidi colorati (azzurro, giallo, rosa ecc.).
E’ euforizzante, afrodisiaco e rilassante, ma estremamente pericoloso.
Lo schema dell’aggressore é il seguente:
avvista una donna, comincia a parlarle, le offre da bere e con una scusa qualsiasi la
distrae quel tanto che basta per aggiungere alla bevanda poche gocce di GHB. Dopo circa una 20ina di minuti lo stato d’animo della ragazza cambia totalmente; perde qualsiasi freno inibitorio, le si altera la coscienza e le si blocca la memoria per circa 2 – 4 ore, il tempo necessario per l’aggressore per fare quello che vuole con la donna.
Al risveglio, la vittima non ricorda più nulla. In testa ha solo vaghe e confuse immagini che sembrano assomigliare più ad un sogno che ad un fatto realmente accaduto. Sul suo corpo però restano i chiari segni della violenza carnale, vestiti strappati, preservativi usati,dolori al basso ventre, escoriazioni vaginali, graffi, ecchimosi sulle gambe, ecc.
Alcune donne poi, si fanno visitare alcuni giorni dopo, visto che non ricordano nulla, epurtroppo, i medici possono solo costatare l’avvenuta violenza carnale; tracce di GHB svaniscono dal corpo dopo poco tempo 8/12 ore, infatti la sostanza viene metabolizzata molto velocemente dal nostro organismo.
Di conseguenza le denunce sono anche poche, visto che le vittime o si sentono impotenti per il fatto che non ricordano il volto dell’aggressore/i ed altri particolari importanti e temono di incolpare degli innocenti per il fatto che pensano di non essere credute, visto che la presunta violenza sarebbe stata consumata durante o dopo una festa dove giravano droghe sintetiche.
Un altro problema che sorge é tracciare l’identikit dell’aggressore tipo.
Non ha nulla del maniaco o del persecutore, non é esibizionista, e perverso; diventa
criminale solo nel momento in cui lui vuole agire; non ispira terrore nelle vittime per eccitarsi, odia urla, graffi, difese disperate; é giovane, frequenta discoteche, rave party o adora feste private.
Più infame e vigliacco é “the train”.
Negli Stati Uniti, in feste private, campus universitari ecc, questa droga viene usata da un branco. Quando la ragazza é stata drogata e si trova in preda alla confusione più totale, viene violentata da più persone.
Infatti questo fatto aberrante viene chiamato “the train” (il treno), immagine più efficace per rendere l’idea di una donna che si presta passivamente ad essere “attraversata” a ripetizione, come una galleria ferroviaria.
Ai nuovi arrivati alla festa viene detto: di là c’é il treno, frase in codice per indicare che di là si trova sesso facile.
Come scoprire se hai ingerito a tua insaputa del GHB
• Hai i gesti un po’ rallentati
• Cammini come se qualcosa ti impedisse di muoverti liberamente
• Ti senti molto stanca senza alcun motivo
• Non ricordi bene cosa hai fatto nelle ultime ore o la sera precedente
• Hai dei “flash-back” mentali e/o ti riaffiorano in testa immagini che ti sembra di aver sognato e non vissuto veramente
Le consumazioni a rischio Caffé, succhi di frutta, drink alcolici, cocktails di cui non conosci gli ingredienti.
Le fialette di droga liquida o le compresse ridotte in polvere, possono essere aggiunte alle bevande o inserite in un dolce con facilità.
L’alcool poi ne aumenta gli effetti, mentre gli zuccheri ne mascherano il sapore ( a volte aspro).
Quindi potrebbero essere a rischio anche un semplice cioccolatino o una fetta di torta di frutta ad esempio.
Per evitare questi problemi, ad una festa, in discoteca o altrove, mai allontanarsi dal banco lasciando incustodita la bibita ordinata oppure mai perdere di vista la consumazione;
conviene tenere sempre il bicchiere in mano, farsi servire bottiglie ed assicurarsi che vengano date chiuse col tappo, mai bere dal bicchiere di persone che non conosci e non accettare drink da chi non conosci bene; proprio come dicevano i genitori quando eravamo piccoli: “non accettare caramelle da sconosciuti”.

Ispettore Fabio Ehrensperger

AMICI DI MARIA DE FILIPPI - By ANNALISA


Il vincitore della settima edizione di Amici è un bellissimo rapporto, toccante e sorprendentemente sincero. Nato a dispetto dei giochi autoriali e dei favoritismi didattici. E' il rapporto tra un professore, severo ma dall'occhio lungo, e del suo allievo, indisciplinato ma con un gran talento naturale. Il maestro ha creduto in lui e ha trasformato un ragazzetto senza né arte né parte in un cantante da brividi (basti ripercorrere le sue grandi performances della finale).
Amici 7 premia la dote innata, ma soprattutto il miglioramento, il genio e sregolatezza ma anche il duro lavoro per fare di una qualità 'in potenza' un atto artistico. Marco Carta (che porta a casa 300.000 euro e uno stage a New York) e Luca Jurman sono i due vincitori a pari merito di Amici, visto che sono riusciti a oscurare le facili certezze degli storici prof di canto, le manie di onnipotenza della Celentano, le faccette di Susy e la tracotanza dei suoi colleghi bianchi.
Una vittoria esemplare, anche se a suo modo Marco incarnava l'idolo delle ragazzine un po' scemotto, che gioca a fare vedere il tricipite e si gasa per il tifo da stadio. Quello che va a suo favore è l'ingenuità di fondo con cui ha vissuto tutto questo, senza malizia né arroganza, rispettando profondamente il più maturo mentore. Del timbro di Marco, parrucchiere sardo cresciuto senza genitori e con un sorriso travolgente, non ci dimenticheremo tanto facilmente… Idem per l'eleganza del ballerino Francesco Mariottini, altro blu a meritarsi un riconoscimento: la prestigiosa borsa di studio di 50.000 euro affidata dalla stampa.





Un sentito ringraziamento al mio amore che è sempre la prima a sperimentare le mie modifiche...hihihi

fonte

I VOSTRI POST

Salve ragazzi,
dato che molti di voi mi hanno chiesto di postare qualcosa sul mio Blog ho pensato di mettere una sezione apposta per i miei blogger.
Per adesso funzionerà così:
- mandatemi una mail a devilmind81.info@blogger.com con oggetto Blog che contiene l'articolo che volete pubblicare ed allegatevi tutte le foto o le info necessarie ed io lo inserirò.
Successivamente quando trasformerò il mio blog in un vero e proprio Sito Web e potrò avere libertà di inserire contenuti allora farò in modo che questa procedura sia automatica.

Saluti,
Antonio bello

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